Portogallo – I Delegati Ispettoriali della Regione Mediterranea riflettono sull’animazione missionaria

Lisbona, Portogallo – novembre 2022 – Dal 25 al 28 novembre si è tenuto a Lisbona, in Portogallo, l’incontro dei Delegati Ispettoriali dell’animazione Missionaria (DIAM) a livello della Regione Mediterranea. Sono stati affrontati vari temi, tra i quali è opportuno citarne alcuni: I giovani missionari in Europa, La sinergia tra animazione vocazionale e vocazione missionaria, Riflessione su “Laudato sì’’. Tutti i temi sono stati contestualizzati dai partecipanti attraverso la condivisione che è stata fatta dopo ogni incontro. La presenza di don Alfred Maravilla, Consigliere Generale per le Missioni, ha aiutato ad affrontare alcune delle sfide che si vivono all’interno dell’animazione missionaria nelle varie Ispettorie. È stata sottolineata l’importanza di prendere in considerazione l’animazione missionaria delle comunità salesiane, che rischierebbe di essere trascurata concentrandosi solo sulle varie iniziative missionarie giovanili. I momenti di preghiera e di fraternità sono stati oggetto di ammirazione; hanno dato all’incontro un’impronta di famiglia e di “missionarietà”, che sono proprie dello spirito salesiano. I partecipanti si sono sentiti a casa grazie all’accoglienza generosa dell’Ispettoria portoghese e grazie alla cura organizzativa da parte del DIAM portoghese don Sílvio Faria. Alla fine, tutti sono tornati nelle loro Ispettorie con uno spirito rinnovato, con zelo evangelico e con il desiderio di andare avanti con le cose buone che si stanno già facendo e anche di pensare a come mettere in atto le varie sollecitazioni emerse dall’incontro.

Agenzia Notizie Salesiana

Don Cesare Ciman torna alla Casa del Padre

Don Cesare, nasce il 24/09/1936 a S. Giovanni Ilarione (VR) in una solida famiglia cristiana. Riceve il battesimo il 28/09/1936 e la cresima il 27/10/1943.

Entra per la prima volta come aspirante nell’istituto salesiano missionario di Mirabello Monferrato (AL) il 6/10/1950. Fa il noviziato a Villa Moglia (TO) nel 1955 ed emette la prima professione il 16/08/1956.

È destinato all’ispettoria del Medio Oriente, prima ad Aleppo (Siria, 1956-57) e poi a El Houssoun (Libano, 1957-1960) dove consegue la maturità scientifica nel 1959. Svolge il tirocinio nelle case del Cairo (Egitto, 1960-63) dove il 24/07/1962 fa la professione perpetua, e Betlemme (Terra Santa, 1963-64). Studia la teologia a Cremisan (Terra Santa, 1964-68) e riceve l’ordinazione sacerdotale a Gerusalemme il 23/12/1967.

È assegnato alla casa di Alessandria (Egitto) come insegnante (1968-70). Dal 1970 al 1975 ritorna in Italia a Padova dove studia scienze naturali laureandosi nel 1975. Rientra in ispettoria a Beirut come insegnante (1975-76).

Nel 1976 viene trasferito al Cairo El-Sahel e vi rimane fino al 1999. Qui negli anni gli vengono richiesti diversi servizi: insegnante, consigliere, preside e vicario della casa. Nel 1999 rientra in Italia, in famiglia, e vi rimane fino alla morte avvenuta il 07/10/2022 alle ore 22:00.

In questi anni presta il suo servizio alla diocesi di Vicenza ma rimanendo sempre incardinato nelI’ispettoria MOR. D. Cesare apparteneva ufficialmente alla casa ispettoriale di Cremisan. Grati per la sua vita spesa per Dio, i giovani e la

Chiesa, preghiamo il Signore affinché gli conceda il meritato riposo eterno.

Salesiani del Medio Oriente

Sig. GALLO Giulio breve biografia

Il Sig. Giulio nasce a Borgoricco (PD) in seno ad una famiglia tradizionalmente cristiana.

Viene battezzato il 02.02.1938 a Borgoricco e riceve la cresima il 20.02.1946 sempre al suo paese natio.

Entra per la prima volta come aspirante nell’istituto salesiano missionario di Mirabello Monferrato (AL) nel 1950.

Inizia il noviziato a Villa Moglia (TO) il 15.08.1956 e viene assegnato all’ispettoria del Medio Oriente.

Emette la prima professione nel 1957 a Villa Moglia.

Viene inviato a El Houssoun (Libano) a completare i suoi studi superiori dal 1957 al 1959.

 

 

 

 

 

Nel 1959 viene trasferito in Iran dove fa la professione perpetua a Now Shahr il 05.07.1963.

Rimane in questo Paese fino al 1973 svolgendo il suo servizio come factotum, assistente e insegnate.

Nel 1973 l’obbedienza lo destina all’Egitto dove è rimasto fino all’anno della sua morte.

È stato prima ad Alessandria, dal 1973 al 1982, come insegnante e al Cairo El-Sahel, dal 1983 al 2022, da prima come insegnante nel laboratorio di elettronica e poi come factotum.

Si spegne al Cairo dopo una breve malattia il 2 ottobre 2022.

Il sig. Giulio è ricordato come un religioso semplice e generoso, gioviale, appassionato, premuroso, uomo di comunità e preghiera

Salesiani del Medio Oriente

Siria – Laici corresponsabili nella missione salesiana: Johnny e Georgette

(ANS – Kafroun) – Una storia di sofferenza, certamente, come tutte quelle che riguardano i profughi durante la guerre; ma anche una storia d’amore, quella di una famiglia salda nelle difficoltà; una storia di fedeltà ai propri valori, da parte di una famiglia cristiana e salesiana; una storia di gratitudine, quella di tante persone verso di loro e il loro lavoro: tutto questo è la storia di Johnny e Georgette, una coppia sposata di Salesiani Cooperatori che, dopo essere fuggita da Aleppo nei mesi più duri della guerra in Siria, ha guidato, per otto anni, la prima opera a conduzione laicale in tutta l’Ispettoria del Medio Oriente (MOR), la casa che i salesiani possiedono nella regione montuosa di Kafroun. Ora Johnny e Georgette, insieme alle loro bambine, sono potuti tornare nella loro Aleppo; ma non prima di aver ricevuto il sentito ringraziamento da parte dei Figli di Don Bosco della Siria.

Sono passati oltre 8 anni da quando questa famiglia ha lasciato Aleppo, a motivo della durezza della guerra e delle sue conseguenze, materiali e psicologiche. Era il 2012 quando abbandonarono la loro abitazione e le loro cose, portando con sé quella che all’epoca era la loro unica figlia. In quel momento non potevano sapere che la Provvidenza aveva un incarico speciale per loro.

Arrivati a Kafroun, infatti, i due Salesiani Cooperatori Johnny Ghazi e Georgette Deek sono stati invitati a prendersi la responsabilità di gestire l’opera salesiana lì presente. E loro, in spirito di servizio al Signore e mantenendo sempre il clima familiare tipicamente salesiano, hanno accolto la proposta e accompagnato tutte le iniziative: il catechismo, le attività estive, gli incontri di formazione, l’accoglienza dei gruppi di visitatori che costantemente giungono presso il centro – nato proprio come casa per ritiri…

Circa due settimane fa, durante una visita all’opera, l’Ispettore di MOR, don Alejandro León, ha celebrato un’Eucaristia nella quale li ha voluti pubblicamente ringraziare per il loro servizio e la loro buona amministrazione in questo tempo, durante il quale hanno dato l’esempio di laici cristiani e salesiani e impegnati nella Chiesa e nella società, con i giovani.

Terminato il loro servizio a Kafroun, ora Johnny e Georgette sono tornati con, le loro due figlie, ad Aleppo.

Oggi dalla comunità salesiana in Siria giunge quindi questo messaggio:

“Nonostante le molte difficoltà, hanno vissuto questo servizio con onestà, gioia e sacrificio. Inoltre, la loro è stata la prima esperienza nell’Ispettoria del Medio Oriente, in cui è stata data a dei laici della Famiglia Salesiana la possibilità vivere la spiritualità salesiana con alta responsabilità, mano nella mano con i salesiani consacrati, così come voleva Don Bosco: una sola famiglia per un solo obiettivo, la salvezza delle anime. A nome dei salesiani, dei giovani, delle Famiglie e dei Salesiani Cooperatori del Medio Oriente, vi diciamo: ‘Grazie, Johnny and Georgette!’”

Agenzia Notizie Salesiana

Libano – L’oratorio salesiano è un’oasi di pace in un contesto di crisi

(ANS – El-Houssoun) – L’Estate Ragazzi, organizzata dai salesiani in Libano, nella casa di montagna di El-Houssoun (distretto di Byblos), si rivela sempre più come oasi di pace, serenità e convivialità, in un contesto sociale, politico ed economico drammatico, inedito nella storia centenaria del Libano moderno.

Vi sono coinvolti circa 800 ragazzi e ragazze: libanesi, siriani e iracheni, con decine di animatori volontari, adeguatamente preparati. I siriani e gli iracheni sono tutti rifugiati, residenti in Libano da vari anni: i siriani sono in attesa di poter rientrare nel loro Paese, mentre gli iracheni aspettano di essere accolti in un Paese terzo. Mentre i siriani sono tutti musulmani e gli iracheni cristiani, i libanesi sono misti, ma nella stragrande maggioranza sono cristiani, conformemente alla demografia della zona e abitano in un raggio di 10-15 km dal centro salesiano. Anche i ragazzi siriani risiedono nella zona; gli iracheni, invece, risiedono nei sobborghi di Beirut, a oltre 40 km di distanza. Per tutti, il trasporto è assicurato, come pure la distribuzione quotidiana di un panino e di una bibita.

Mai la casa salesiana di El-Houssoun aveva conosciuto un’Estate Ragazzi così affollata, anche se la frequenza quotidiana è suddivisa nei giorni della settimana secondo la nazionalità e l’età dei partecipanti (dai 6 ai 15 anni).

Un programma formativo e ricreativo collettivo o in gruppi costituisce il nucleo centrale, affiancato da momenti di attività ludiche libere, soprattutto sportive.

“È impressionante vedere la gioia che brilla sul volto di bambini e adolescenti e l’entusiasmo che ci mettono nel partecipare alle varie attività proposte – scrivono dall’Oratorio – Persino le ragazze musulmane che indossano il velo mettono da parte il loro tradizionale riserbo per lasciarsi coinvolgere dall’atmosfera che le circonda”, aggiungono. Tutto ciò contrasta fortemente con il clima attualmente dominante nel Paese: sfiducia, povertà e, non di rado, miseria, disoccupazione, svalutazione galoppante della lira libanese, instabilità e a volte insicurezza, mancanza di prodotti di base, di medicinali e dei servizi sociali più elementari. Di giorno in giorno, in una crisi che dura ormai da due anni, aggravata dalla terribile esplosione nel porto di Beirut (4 agosto 2020), non si vede alcun spiraglio di luce.

Seminare gioia, fiducia e dare speranza, oltre che dare un aiuto concreto rimane l’obiettivo primario dei figli di Don Bosco nell’attuale situazione del Libano. Si aspetta il giorno in cui la luce finirà per trionfare e allora il Libano tornerà ad essere il “paese-messaggio” descritto dal Papa San Giovanni Paolo II.

Agenzia Notizie Salesiana

Il forno dei Salesiani di Betlemme aiuta poveri e bisognosi

Gli ingredienti del pane salesiano a Betlemme non sono solo farina, acqua e lievito, ma al suo impasto vengono aggiunte anche infinite quantità di misericordia e generosità, così il forno salesiano della città è diventato un punto di riferimento nell’aiutare poveri e bisognosi. P. LORENZO SAGGIOTTO Salesiani di Betlemme “In tempi particolarmente difficili come la prima e la seconda intifada, questo forno ha svolto un ruolo importante e ha fornito un ottimo servizio alla gente. Anche durante la prima e la seconda guerra in Iraq abbiamo aiutato molte famiglie povere.” Un aiuto incessante anche in questo tempo difficile di pandemia di Coronavirus. P. LORENZO SAGGIOTTO Salesiani di Betlemme “Anche in questo periodo, dallo scoppio della pandemia fino ad oggi, il forno non ha dato il pane solo alle famiglie più povere ma anche alle istituzioni che hanno bisogno di aiuto per continuare a servire la gente.” Tra queste istituzioni c’è l’Associazione “Insieme per la Vita” di Betlemme, che si occupa di aiutare le persone con disabilità e che, a causa della Pandemia, non ha più entrate, né dalla produzione artigianale né dalle donazioni. MAHERA GHARIB Direttrice “Insieme Per La Vita” “Anche noi dipendevano dai turisti in visita a Betlemme e siamo stati colpiti tanto quanto l’intero settore turistico. Il pane che riceviamo è sufficiente per circa 55 persone. Per noi era un costo e i Salesiani ci sollevano cosi da questa spesa, soprattutto perché nella nostra cultura palestinese il pane è fondamentale. Mangiamo pane o riso; il pane accompagna ogni pasto.” Anche l’Associazione di Betlemme Beit Al Rajaa – “Casa Della Speranza” – per non vedenti e persone con bisogni speciali è stata colpita dalle conseguenze del Coronavirus: anche per loro le entrate dipendevano dal supporto esterno e dai turisti. Il direttore dell’Associazione, Salim Zeidan, ringrazia i Salesiani per il loro aiuto e per la qualità del pane. SALIM ZEIDAN Direttore Beit Al Rajaa – Betlemme “Il pane salesiano dura due o tre giorni, ma noi possiamo scaldarlo e torna come se fosse appena uscito dal forno. Il forno salesiano è uno dei più antichi della città e da sempre mantiene la stessa qualità di produzione.” BASMA GIACAMAN Supervisore del Centro Basma – Beit Sahour “Anche se fare il pane sembra una cosa semplice, per le famiglie che non lavorano e non hanno entrate, soprattutto in periodi di coprifuoco, riceverlo gratuitamente solleva la famiglia di parte delle spese quotidiane.” Betlemme significa “casa del pane”, il pane che il forno salesiano della città distribuisce con amore: un dono che riscalda il cuore e l’anima dei più bisognosi .

  Christian Media Center in terra santa

Siria – Il Paese sempre più in difficoltà. Nuove iniziative per sostenere giovani e famiglie

(ANS – Damasco) – La guerra civile siriana rappresenta una delle peggiori crisi umanitarie del nostro tempo. La popolazione si è ridotta da 21 milioni a 17 e oggi 13 milioni di persone hanno urgente bisogno di sostegno umanitario, compresi gli oltre 6 milioni di sfollati interni – il 28% dei quali solo nella capitale Damasco – a cui si aggiungono i 3 milioni che vivono in zone difficili da raggiungere. Da metà marzo, inoltre, il governo della Siria ha iniziato ad applicare severe misure di restrizione per contenere la diffusione di Covid-19.

Le attività in tutto il Paese sono ora profondamente influenzate da coprifuoco, dalle limitazioni ai movimenti, chiusura dei mercati e blocco dei commerci. I costi dei beni primari continuano a superare il potere d’acquisto e le famiglie siriane vivono un momento di stress economico inimmaginabile.

Agli effetti diretti della crisi economica si aggiungono le problematiche scolastiche: le scuole funzionano a singhiozzo, e gli studenti (dai bambini delle scuole primarie agli universitari) non sono attrezzati per poter seguire le lezioni da casa, e stanno rimanendo sempre più indietro negli studi.

A fronte di questa situazione, i Figli spirituali di Don Bosco in Siria, attivi a Damasco, Kafroun e Aleppo, sono ormai abituati a lavorare in condizioni di emergenza, e si sono attivati per aiutare le famiglie che, già provate da anni di guerra, si trovano ora a fronteggiare gli effetti della pandemia.

Per questo hanno istituito due diversi programmi di sostegno a chi si trova in difficoltà scolastica: uno che beneficerà 200 bambini, e un altro rivolto a 180 fra studenti degli ultimi anni delle superiori e universitari.

A questi progetti di rinforzo scolastico, se ne aggiunge un terzo, di sostegno economico, a 200 famiglie vulnerabili.

Ogni iniziativa viene portata avanti con l’obiettivo, proprio del carisma salesiano, di prendersi cura dei minori più svantaggiati e di offrire loro quelle opportunità di sviluppo che altrimenti essi non potrebbero conseguire

Perché, come ebbe a dire durante una testimonianza il salesiano siriano don Pier Jabloyan, “chi semina terrore e dolore con la guerra, è destinato a finire nella spazzatura della storia. Ma chi resta con chi soffre, sarà ricordato per sempre”.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito: www.missionidonbosco.org

Agenzia Notizie Salesiana

Libano – Festa di Don Bosco per i giovani della “Don Bosco Association” di Zgharta

Zgharta, Libano – febbraio 2020 – La famiglia di Don Bosco a Zgharta come ogni anno ha celebrato il 1° febbraio, nella chiesa di “Nostra Signora di Zgharta”, la Messa in onore di Don Bosco a cui hanno preso parte i giovani della “Don Bosco Association”. La Messa è stata presieduta da don Jean Moura, mentore dell’associazione che da 21 anni assiste i giovani con il carisma di Don Bosco. Dopo la Messa la famiglia di Don Bosco ha presentato al pubblico spettacoli artistici incentrati sulla missione del Santo dei Giovani.

Scritto da: ANS – Agenzia d’Informazione Salesiana

Salsians in Egypt and Holy Land are sharing unique spiritual times!

21 Salesians has met at the Monastery of St. Macarius in Egypt, who came from all the Salesian houses in Egypt and the Holy Land, with the presence ofr Father Jean Antonio Bonato, and the provencial Father Alejandro Leon.

To carry out the annual spiritual meditations of the, in an atmosphere of prayers, contemplation and distinctive salesian spiritual participation.

The Salesian commitment for migrants at the International “Migration and Peace” Forum

The Salesians are the children of a migrant, Don Bosco, who came from the rural area of Castelnuovo d’Asti and moved to Turin.

The first people he worked for were young migrants and the first missionaries in Argentina had to take care of Italian migrants. But above all, today, the Salesians work with and for migrants, especially children and youth, in all continents. That’s why the Salesians are taking part in the International “Migration and Peace” Forum, going on these days (21-22 February) at the Vatican.

The event was organized by the Department for Integral Human Development of the “Scalabrini International Migration Network” (SIMN) and the Konrad Adenauer Foundation.

Yesterday Pope Francis also took part. In his speech he asked people to be neighbours to migrants and he suggested four key words: welcome, protect, promote and integrate.

For their part, the Salesians Fr Martín Lasarte and Fr George Menamparampil from the Department for the Missions, had the opportunity to present the work of the Sons of Don Bosco with migrants. Migrants are the privileged recipients of the Salesian mission. Of 65.3 million refugees and IDPs (UNHCR data), more than half are minors and most of the others are also young.

In the different Salesian works – schools, vocational training centres, oratories, social works and parishes – in over 130 countries around the world, Salesians are in direct contact with around 10.6 million people, of whom it is estimated that 16% are refugees, IDPs or first or second generation immigrants.

The Salesian mission, therefore, involves about 1.7 million people “on the move”, including about 400 thousand refugees, displaced persons and asylum seekers.

Emergency operations are undertaken whenever necessary, but the priority for Salesians is the development of educational processes that, over a sufficient time, will enable migrants to enter the labour market and become members of the host society.

On the other hand, the Salesians also work to pass on to the host society the gospel value of solidarity.

They are also involved in specific initiatives against human trafficking such as those of “PARA” NGO in the Indian region, or “Stop Trafficking”, in collaboration with the NGO “VIS” in West Africa and Ethiopia.

The Salesians also drew attention to the need to strengthen and develop more systematic global collaboration with other Catholic institutions working in the same sector.