Morte di don Antonio Scudo salesiano 2 marzo 2025

Don Antonio Scudo nasce il 20.04.1942 a Villagrande Strisaili (NU) in seno ad una famiglia tradizionalmente cristiana. Viene battezzato il 05.05.1942 a Villagrande S. e riceve la cresima il 09.10.1955 sempre al paese natio. Entra per la prima volta come aspirante nell’istituto salesiano missionario di Mirabello Monferrato (AL) nel 1955. Inizia il noviziato a Villa Moglia (TO) il 15.08.1960 e lì emette la prima professione il 16.08.1961.
Viene assegnato all’ispettoria del Medio Oriente e inviato a El Houssoun (Libano) a completare i suoi studi superiori dal 1961 al 1965. Svolge il tirocinio a Beirut dal 1965 al 1968 dove il 10.07.1967 fa la professione perpetua. Compie gli studi teologici a Cremisan (Palestina) e viene ordinato sacerdote a Gerusalemme il 25.06.1972 da S.E. Mons. Pio Laghi. La prima obbedienza lo vede a Nazaret come insegnante (1972-1975). Completa gli studi con un BA in sociologia e psicologia all’università di Betlemme nel 1979. Ritorna a Nazaret e vi rimane fino al 1999. Qui negli anni svolge il servizio di insegnante, preside e vicario della casa. Nel 1999 l’obbedienza lo destina a Betgemal fino al 2012 come incaricato, direttore ed economo. Dal 2012 al 2014 è nuovamente a Nazaret come economo. Ritorna, poi, a Betgemal dove è rimasto fino all’anno della sua morte come incaricato della chiesa di S. Stefano. Si spegne a Betgemal dopo una breve malattia il 2 marzo 2025. Don Antonio è ricordato, particolarmente, per il suo amore a Betgemal, l’accoglienza premurosa e instancabile dei visitatori in special modo quelli di fede ebraica e l’apostolato della buona stampa. D. Antonio aveva facile approccio con tutti grazie alla sua conoscenza delle lingue: arabo, ebraico, inglese e francese, oltre al natio italiano.

Ringraziamo il Signore per la sua vita consacrata a favore dei giovani e dei bambini della nostra amata Ispettoria del Medio Oriente, soprattutto la Terra Santa.

Preghiamo per il riposo della sua anima e affinché il Signore mandi vocazioni buone e sante alla sua Chiesa e per la nostra Ispettoria del Medio Oriente.

Siria – Il Paese sempre più in difficoltà. Nuove iniziative per sostenere giovani e famiglie

(ANS – Damasco) – La guerra civile siriana rappresenta una delle peggiori crisi umanitarie del nostro tempo. La popolazione si è ridotta da 21 milioni a 17 e oggi 13 milioni di persone hanno urgente bisogno di sostegno umanitario, compresi gli oltre 6 milioni di sfollati interni – il 28% dei quali solo nella capitale Damasco – a cui si aggiungono i 3 milioni che vivono in zone difficili da raggiungere. Da metà marzo, inoltre, il governo della Siria ha iniziato ad applicare severe misure di restrizione per contenere la diffusione di Covid-19.

Le attività in tutto il Paese sono ora profondamente influenzate da coprifuoco, dalle limitazioni ai movimenti, chiusura dei mercati e blocco dei commerci. I costi dei beni primari continuano a superare il potere d’acquisto e le famiglie siriane vivono un momento di stress economico inimmaginabile.

Agli effetti diretti della crisi economica si aggiungono le problematiche scolastiche: le scuole funzionano a singhiozzo, e gli studenti (dai bambini delle scuole primarie agli universitari) non sono attrezzati per poter seguire le lezioni da casa, e stanno rimanendo sempre più indietro negli studi.

A fronte di questa situazione, i Figli spirituali di Don Bosco in Siria, attivi a Damasco, Kafroun e Aleppo, sono ormai abituati a lavorare in condizioni di emergenza, e si sono attivati per aiutare le famiglie che, già provate da anni di guerra, si trovano ora a fronteggiare gli effetti della pandemia.

Per questo hanno istituito due diversi programmi di sostegno a chi si trova in difficoltà scolastica: uno che beneficerà 200 bambini, e un altro rivolto a 180 fra studenti degli ultimi anni delle superiori e universitari.

A questi progetti di rinforzo scolastico, se ne aggiunge un terzo, di sostegno economico, a 200 famiglie vulnerabili.

Ogni iniziativa viene portata avanti con l’obiettivo, proprio del carisma salesiano, di prendersi cura dei minori più svantaggiati e di offrire loro quelle opportunità di sviluppo che altrimenti essi non potrebbero conseguire

Perché, come ebbe a dire durante una testimonianza il salesiano siriano don Pier Jabloyan, “chi semina terrore e dolore con la guerra, è destinato a finire nella spazzatura della storia. Ma chi resta con chi soffre, sarà ricordato per sempre”.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito: www.missionidonbosco.org

Agenzia Notizie Salesiana

Salsians in Egypt and Holy Land are sharing unique spiritual times!

21 Salesians has met at the Monastery of St. Macarius in Egypt, who came from all the Salesian houses in Egypt and the Holy Land, with the presence ofr Father Jean Antonio Bonato, and the provencial Father Alejandro Leon.

To carry out the annual spiritual meditations of the, in an atmosphere of prayers, contemplation and distinctive salesian spiritual participation.

The Salesian commitment for migrants at the International “Migration and Peace” Forum

The Salesians are the children of a migrant, Don Bosco, who came from the rural area of Castelnuovo d’Asti and moved to Turin.

The first people he worked for were young migrants and the first missionaries in Argentina had to take care of Italian migrants. But above all, today, the Salesians work with and for migrants, especially children and youth, in all continents. That’s why the Salesians are taking part in the International “Migration and Peace” Forum, going on these days (21-22 February) at the Vatican.

The event was organized by the Department for Integral Human Development of the “Scalabrini International Migration Network” (SIMN) and the Konrad Adenauer Foundation.

Yesterday Pope Francis also took part. In his speech he asked people to be neighbours to migrants and he suggested four key words: welcome, protect, promote and integrate.

For their part, the Salesians Fr Martín Lasarte and Fr George Menamparampil from the Department for the Missions, had the opportunity to present the work of the Sons of Don Bosco with migrants. Migrants are the privileged recipients of the Salesian mission. Of 65.3 million refugees and IDPs (UNHCR data), more than half are minors and most of the others are also young.

In the different Salesian works – schools, vocational training centres, oratories, social works and parishes – in over 130 countries around the world, Salesians are in direct contact with around 10.6 million people, of whom it is estimated that 16% are refugees, IDPs or first or second generation immigrants.

The Salesian mission, therefore, involves about 1.7 million people “on the move”, including about 400 thousand refugees, displaced persons and asylum seekers.

Emergency operations are undertaken whenever necessary, but the priority for Salesians is the development of educational processes that, over a sufficient time, will enable migrants to enter the labour market and become members of the host society.

On the other hand, the Salesians also work to pass on to the host society the gospel value of solidarity.

They are also involved in specific initiatives against human trafficking such as those of “PARA” NGO in the Indian region, or “Stop Trafficking”, in collaboration with the NGO “VIS” in West Africa and Ethiopia.

The Salesians also drew attention to the need to strengthen and develop more systematic global collaboration with other Catholic institutions working in the same sector.